Dopo
lo sviluppo primaverile il fitoplancton, consumati i nutrienti
e predato, declinava, in attesa di
un nuovo rimescolamento autunnale delle acque.
Oggi, con il forte riscaldamento della superficie
del mare e un autunno o inverno che tardano ad arrivare
o non arrivano, il rimescolamento può slittare o essere
talvolta compromesso: quando
avviene in ritardo, se le condizioni di illuminazioni non
sono più quelle ideali, lo sviluppo del fitoplancton può
essere più o meno pregiudicato, riflettendosi sui successivi
anelli della catena alimentare.
SOLO CON
L'AUTOCOSCIENZA SI PUO' SALVARE IL MARE
Non
è la situazione ideale per il nostro Mediterraneo, già intensamente
sfruttato per la pesca.Non
è la situazione ideale anche perché il Mediterraneo risulta
già costituzionalmente un mare povero di plancton,
per esempio a causa del contenuto di sali nutritivi che
è circa la metà dell’Atlantico alla stessa latitudine.
A questo si aggiunge una tradizionale omeotermia tipica,
con scarsità di gradienti termici e densimetrici che ostacolavano
già il rinnovamento delle acque superficiali impoverite.
E’
anche e non solo per questo motivo che i governi dovrebbero
prendere misure più immediate ed efficaci per la lotta al
riscaldamento globale, di quanto sia stato fatto fino ad
oggi.