PESCA DA TERRA



Molti confondono la pesca col pasturatore con la pesca all’inglese che, in realtà, è a tutt’oggi, poco conosciuta e praticata nella sua forma originale.
Massimo Cerino


uando vedo uno specchio d’acqua calma e liscia, non riesco a pensare ad altro se non al galleggiante all’inglese che va giù…lentamente… È vero, la pesca all’inglese in mare trova la sua migliore efficacia proprio negli scenari che più assomigliano ai laghi nei quali è nata: acqua bassa e mare liscio. Quanto più il tratto di mare assomiglierà ad un laghetto, tanto più sarà giusta la scelta di pescare all’inglese. Ma cosa significa pescare all’inglese? Sintetizzando molto, possiamo affermare che questa tecnica consente di pescare a distanze elevate da riva utilizzando lenze molto leggere, in altre parole scarsamente piombate. Postazioni ideali per questa tecnica sono tutti gli specchi d’acqua riparati dalla corrente, quali darsene poco ingombre di barche, baiette naturali ed anche spiagge riparate, tanto più valide se vi sbocca un po’ d’acqua dolce. Avviciniamoci allora a questa tecnica per scoprire in quali occasioni essa può rivelarsi vincente, quali sono gli attrezzi giusti e come vanno usati.

UNA TECNICA CHE REGALA SEMPRE GRANDI SODDISFAZIONI

Attrezzatura di base
Il primo elemento che abbiamo conosciuto di questo sistema di pesca, venti e passa anni fa, era uno strano galleggiante che restava penzoloni sulla lenza, legato a questa per un unico punto, e capace, però, di arrivare molto lontano trascinando con sé tutto il calamento. Oggi sappiamo che quel galleggiante a bastoncino fa parte di un più complesso sistema di pesca, che prevede un insieme di elementi coerenti tra loro, il primo dei quali è, ovviamente, la canna. Molto tipica nel suo aspetto, la canna all’inglese è caratterizzata da un numero particolarmente elevato di anellini passafilo e da un manico in sughero. Questo è quello che si vede all’esterno, e che ce la fa identificare. È generalmente formata da tre sezioni, per una lunghezza complessiva che va dai mt. 3,90 ai 4,50, ma le maggiori Case la producono anche in versione telescopica, più comoda da trasportare e da armare. Anche per la lunghezza ci sono stati cambiamenti recenti, probabilmente adattamenti all’utilizzo dalla scogliera, che hanno portato l’attrezzo a mt. 5,10. Resta comunque il fatto che questa canna, per sua natura e per l’azione di pesca che esplica, va utilizzata con mare calmo e da una postazione bassa sull’acqua, tanto che a quel punto va benissimo anche l’inglesina da mt. 3,90. Il mulinello che si accoppia è un 2500 imbobinato con il classico monofilo affondante dello 0,16, volendo anche lo 0,18 va bene, nel caso si preveda di usare galleggianti di massa superiore ai 10 grammi.

 


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