PESCA DALLA BARCA


Azione di pesca
Nella pesca a traina di profondità, determinate le rotte da seguire, potremo stabilire il grado di affondamento delle lenze in base alla batimetrica che avremo scelto. Se, ad esempio, abbiamo deciso di provare una batimerica sui 20 mt., avremo cura di posizionare l’affondamento dell’esca tra i 14 e i 17 mt. ricordando che per effetto di curve e oscillazioni variamente determinate l’esca può affondare e sporcarsi (o, peggio, incagliarsi) sul fondo.

SOLO CONOSCENDO DOVE SI PESCA SI HANNO LE GARANZIE

Lo studio dei relitti
Una delle principali applicazioni di questo sistema di studio dei fondali è lo studio dei relitti che possono essere luogo di notevole interesse per varie tecniche di pesca. In genere le indicazioni sulle carte nautiche non sono tali da garantire un facile ritrovamento del luogo. Il più delle volte, perciò, dovremo procedere ad una ricerca che sarà bene effettuare con ordine e metodo (anche per risparmiare tempo e carburante). Individuata la zona, procederemo seguendo un reticolato concentrico controllando sul GPS il disegno della rotta tracciata, per evitare di passare sullo stesso punto più volte. Attenzione allo scandaglio, i cui rilievi sono contenuti in un cono e non in una linea verticale, per cui anche piccoli elementi segnalati a mezz’acqua possono indicarci la prossimità del relitto. Una volta individuato il relitto, poi, si procede a studiarne la posizione longitudinale e si individuano due punti distanti qualche centinaio di metri che possano essere gli estremi di rotta per effettuare passaggi nel senso longitudinale del relitto stesso. L’azione di pesca a traina si svolge disegnando una specie di otto che consente di far passare l’esca sul relitto il più spesso e il più a lungo possibile.


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