L’innesco
del tonnetto
Come dicevamo il tonnetto resiste poco tempo fuori
dall’ acqua, è delicato. La prima accortezza è quella
di pescarlo con artificiali senza ancorette, fanno
troppo danno. In seconda analisi una volta sollevato
in barca bisogna passare all’innesco in pochi secondi.
Quindi effettueremo le seguenti operazioni: slamatura,
innesco nel palato superiore dell’amo trainante e
subito dopo inserimento dell’ amo ferrante (quello
ultimo) o sul dorso o sul fianco. Rimesso in acqua,
dopo pochissimi secondi di smarrimento, se è ancora
si produrrà in una bella fuga verso il fondo. E’ segno
che possiamo iniziare la nostra azione di traina.
Per questo tipo di innesco e per la pesca alla ricciola
“fuori target” ovvero di quelle da sogno che possonosuperare
i 30 chili; il consiglio è quello di usare ami del
6/0, o anche 7/0, anteriormente quello più grande,
meglio se con il profilo storto. La composizione del
terminale con l’amo scorrevole è estremamente pericolosa
a causa della forza del pesce che andremo ad insidiare.
Sarà preferibile, quindi, fare al momento il terminale
a seconda della misura dell’ esca presente in quel
periodo. Il target ottimale per l’esca è un pesce
di circa 600/800 grammi. Anche un'esca più grande
può andare bene ma bisogna tenere presente che più
grande è l’esca più facile è che la nostra ricciola
fiuti l’inganno e la sputi senza chiudere la bocca,
inficiando quindi tutta l'azione di pesca.