Quando si parla
di traina con il vivo si pensa sempre alla regina della
traina, il carangide più potente dei nostri mari, la ricciola.
Vediamo un sistema di pesca curioso, ma molto producente
nche
se ormai le grosse prede si sono fatte rare, ci sono ancora
zone d’ Italia dove è possibile avere il grande e desiderato
incontro: Sardegna, Calabria, Sicilia, Puglia,
ed alcune zone della Toscana, intorno alle isole, danno
una buona garanzia di intraprendere l'ambito combattimento.
Da sempre si è scritto e si è letto che l’ esca regina per
la ricciola è l’aguglia viva, ma è poi completamente vero
questo? Negli ultimi anni, forse ispirati alla
pesca d’oltre Oceano, si è pensato, ad esempio, ad innescared
il bonito. Con bonito intendiamo tutte quelle specie di
tunnidi quali tombarello, alletterato, tonnetto comune,
e anche lanzardi (sgombri). In
ogni caso, saranno sempre valide le esche classiche come
sugarello, occhiata, aguglia, seppia e calamaro, ma
ore ed ore trascorse in mare ci hanno fatto capire che l’innesco
dei tunnidi, pur essendo selettivo e destinato solo a grandi
ricciole (oltre ai 15 chili di peso) è l’esca regina, soprattutto
dove non è facile reperire i calamari. Il tonnetto, comunque,
è più un'esca settembrina o dei primi mesi autunnali. Nei
mesi tra aprile e maggio, invece, quando le grandi ricciole
accostano per deporre, è facile procurarsi grandi sgombri
che fungono bene al loro scopo.
GRANDE
MANGIA GRANDE. ANCHE IL TONNO DIVENTA UN'ESCA
Il problema è
la conservazione del vivo quando l’esca si fa lontana dal
tratto di mare sceltop per la pesca. Vediamo
qualche piccolo trucco per risolvere questo problema. Innanzitutto
è bene sapere che gli americani hanno un accessorio, il
tuna tube, che consente la conservazione dei tunnidi da
meno di un chilo sino ad oltre cinque. Si tratta di un tubo
a forma di matita, con la punta rivolta verso il basso,
nel quale si inserisce il tonnetto. All’interno
una forte pompa manda con diverse atmosfere di pressione
l’acqua dalla punta verso
la base del cono. Per chi non avesse questo strumento
è possibile tenere fermo, anche con le mani, il tonnetto
nella vasca del vivo, magari facendosi aiutare da un amico,
ed inserire nella sua bocca il tubo dal quale fuoriesce
l’acqua di mare. A tal scopo è utile il tubo che si utilizza
per lavare il pozzetto. Con questo
sistema il tonnetto riceve la giusta ossigenazione e resiste
anche diversi minuti. Altra alternativa è innescarlo
immediatamente e trainarlo anche a tre nodi. Per poche miglia
resiste bene.