L’azione
di pesca Pasturiamo abbondantemente la zona
con fiondate di bigattini bianco, inserendoli
anche nel nostro pasturatore; armiamo un amo del numero
6 o del numero 8 a gambo lungo, di numerose larve a fiocco,
avendo cura di verificare la corrente. Lanciamo
a monte ed in favore della stessa, effettuando una sorta
di passata controllata e trattenuta dalla canna,
per facilitare la discesa corretta del pasturatore e dell'esca;
sarà il caso di lanciare e di trattenere un
attimo la lenza prima della caduta in acqua, in questo modo
il terminale risulterà ben steso e in corretta azione di
pesca. Con questa semplice tecnica, avremo la possibilità
di pescare in quasi tutte le condizioni di vento mare e
corrente. Facciamo diversi lanci
e verifichiamo anche la fuoriuscita dei bigattini dal pasturatore;
se dovesse essere troppo veloce, dovremo chiudere qualche
foro con un po’ di nastro isolante, o utilizzare modelli
di pasturatore che modulano, aprendo e chiudendo, la fuoriuscita
delle larvette.
BIGATTINI
E PASTURATORE PER RICHIAMARE GROSSE OCCHIATE
Anche per altri
pesci La stessa tecnica la si può praticare
con successo anche per saraghi ed orate di buone dimensioni,
la profondità in questo caso sarà perlomeno di
15-30 metri, quindi più piombo e terminali anche dello stesso
0,25 leggermente piu corti, visto che si tratta di un tecnica
di bolentino, potremmo aggiungere un terminale al di sopra
del
pasturatore con girella tripla, mantenendo l’altro in fondo.
Si dovrà sondare la zona in verticale, ricercando il pesce
a diverse profondità, aspettando inoltre, che le larve facciano
l’effetto sperato. Questa tecnica è da prediligere
in prossimità di zone detritiche o di strutture artificiali,
facendo ben attenzione ad eventuali incagli che possono
essere frequenti, quindi una buona scorta di terminali e
di pasturatori sarà d’obbligo. Gli orari di pesca sempre
in notturna, saranno i soliti del crepuscolo ma, anche e
soprattutto in piena notte, le due fino alle quattro di
mattina, e per chi volesse sino all’alba.