Dove, come e quando affrontare una battuta di surfcasting,
sono alcune delle domande che si pone qualsiasi pescatore
alla prime armi, domande alle quali solo l’esperienza può
dare risposta.
Finalmente
siamo in spiaggia, un po’ stressati dal viaggio in auto
e magari dal traffico, ma emozionati perché ansiosi di arrivare
a destinazione. E' ondamentale a questo punto
riuscire a scegliere la posizione giusta dove piazzare il
tripode o i picchetti reggi canna e la nostra scelta sarà
ponderata in base all’interpretazione che riusciremo a dare
alla spiaggia. L’onda infatti si
frange e diventa schiuma nel punto in cui la profondità
del fondale è pari alla sua altezza. In presenza
di un settore misto, così chiamato perché caratterizzato
dalla presenza ravvicinata di scogli, ghiaia, sabbia, fango
e banchi di alghe, sceglieremo di lanciare le nostre esche
nelle buche isolate distinguibili dal resto del fondale
perché di colore più chiaro. Tra
gli scogli è facile che si nascondano saraghi, corvine,
pagelli, orate, gronghi, murene e tutti gli altri pesci
che non prediligono la sabbia. Generalmente il
misto è più pescoso di altri settori esclusivamente sabbiosi,
ma di contro ha che è facilissimo incagliare e perdere il
terminale, magari con un bel pesce appena allamato; attenzione
quindi!
BISOGNA
CONOSCERE ALLA PERFEZIONE QUESTA TECNICA
Lagune e foci
Qui la presenza di acqua dolce
che si mescola a quella salata crea un ambiente davvero
unico e particolare per la pesca in mare. Molte
specie, in modo particolare la spigola e il cefalo, frequentano
abitualmente questi ambienti e si addentrano anche all’interno
dei bacini fluviali risalendoli per centinaia di metri.
Oltre alla minore salinità, anche
le temperature diverse delle acque generalmente poco profonde
favoriscono in alcuni casi la proliferazione di microrganismi
che sono alla base della catena alimentare e di tutti i
pesci che se ne nutrono. Infatti, se il fiume
o il torrente scende
dalle montagne, la temperatura delle sue acque sarà molto
più bassa di quella del mare creando così l’incrocio di
acque più fredde con altre più calde.
Se i fiumi hanno una portata eccessiva, è da tenere in
considerazione anche la presenza di una forte corrente che
si protrae da terra verso il mare, trasportando
una grande quantità di materiale organico e inorganico che
al tempo stesso nutre e inquina il mare nelle zone adiacenti
le foci.