Accessori utili In banchina si sta comodi, dicevamo,
a patto però di avere accessori adeguati, dei quali primo
fra tutti è la sedia: in commercio ne esistono svariati
modelli di diverso prezzo (si parte dai dieci euro) e, naturalmente,
di diversa solidità. I modelli non pensati per
la pesca, la classica “sedia da regista” da spiaggia o da
terrazzo, andranno
muniti di un portacanne acquistabile a parte e fissato con
un paio di fascette metalliche a vite. Si tenga ben presente,
però, che dovremo disporre una zavorra sulla spalliera della
sedia, per evitare che questa si ribalti quando ci alziamo
lasciando la canna poggiata nel sostegno.
Altro accessorio utilizzabile al meglio in banchina è
la nassa portapesci da calare in acqua per mantenere il
pesce vivo, a patto che sia munita di anelli distanziatori,
sufficientemente larga e con una piccola zavorra che la
tenga distesa. Solo rispettando tutte queste
condizioni, infatti, il pesce resterà vivo. Sono inutili
a questo scopo, invece, i semplici sacchetti di rete calati
in acqua con i pesci dentro che, in questo caso, vi muoiono
in brevissimo tempo.
ATTREZZATURA
E TECNICHE SPECIFICHE PER BUONE PESCATE
La differenza
non è da poco, poiché mantenendo i pesci vivi potremo sempre
decidere di liberarli a fine pescata, vuoi perché sono pochi
o perché in ogni caso non li mangeremmo, facendo un gesto
che ci gratificherà ancor più del previsto. Altro
elemento centrale della pesca in banchina è un guadino dal
manico sufficientemente
lungo per superare il dislivello tra banchina e pelo dell’acqua.
Scartiamo quindi quei guadini telescopici in alluminio a
tre allunghi che non arrivano a due metri e trenta, e muniamoci
invece di un attrezzo in misto carbonio di almeno quattro
metri e venti, dotandolo magari di una testa svitabile e
pieghevole, tipo quelle prodotte dalla Carson.