Luna e pesca
La classica pesca notturna alle occhiate,
è da svolgere in primavera e in estate e si sviluppa dal primo
all’ultimo quarto, con la luce della luna sempre significativa.
In questa tecnica praticata dalla barca, le occhiate vengono
richiamate con una scia odorosa preparata a base di sarde
e collocata
a mezz'acqua, sotto la barca ancorata. Intanto da poppa si
pesca in corrente con tocchetti di sarda innescati.
La pesca alle mormore, lungo i litorali sabbiosi, praticata
come bolentino leggero su fondali sabbiosi di 6/10 metri è
maggiormente propizia con le fasi di luna comprese tra il
primo e l’ultimo quarto, caratterizzate da buona luminosità.
Nel
classico bolentino notturno, infine, praticabile in tutte
le fasi lunari su secche più o meno profonde, la fase lunare
caratterizza il cosiddetto “movimento” del pesce.
In altri termini è più facile catturare specie pregiate
come dentici, prai, cernie, orate e musdee con la presenza
di un chiarore lunare che,
probabilmente ne favorisce l’attività di caccia mentre saraghi,
fragolini, ma anche gronghi e murene sono i clienti quasi
esclusivi delle notti buie. Questi
voraci predatori si muovono con una diversa sensorialità
e si orientano facilmente in tutte le condizioni di luce,
diventando frequentatori assidui delle nostre esche nelle
notti senza luna.Nella pesca diurna, poi, le fasi lunari caratterizzano
i momenti migliori e peggiori per la pratica della traina
e del vertical jigging.
Un orientamento di massima presuppone
che nelle fasi di maggiore illuminazione notturna, la mattina
sia meno propizia alla pesca con esche artificiali,
mentre la piena luce è tanto più efficace quanto più nere
sono state le notti precedenti. E’ tuttavia innegabile che
agli effetti diurni vadano aggiunti anche gli effetti delle
maree, che sempre dalla luna sono prodotti ma non sono in
relazione con la luminosità del nostro caro satellite, infaticabile
ispiratore di artisti e poeti.