Tecnica e attrezzatura
Di rigore, il terminale scorrevole
anche se, come ultimissima tendenza, viene utilizzato quello
doppio bracciolo montato col "Join": perlina-girella-perlina;
tuttavia l’importante è costruire terminali calibrati che
consentono il raggiungimento della massima distanza e un’eccellente
mobilità dell’esca. Dalla primavera
all’autunno, in presenza di calma di vento e di mare, potremmo
utilizzare canne leggere che ci regaleranno uscite divertenti
con catture continue di prede medio piccole che,
quando la bilancia pende sul piccolo, dovremo obbligatoriamente
rilasciare. Volendo seguire l’esempio dei pescatori della
zona, vedremo che essi sono "armati" sempre con
attrezzi da surfcasting classico e le canne potenti stanno
a testimoniare le difficoltà ad operare in un settore di
mare così impervio; del resto, per insidiare i predatori
alla foce, bisogna munirsi di pazienza e perseveranza. La
motivazione va ricercata nelle alghe che, spinte dalle mareggiate
insieme ad ogni sorta di rifiuti trasportati dal fiume,
provocano spesso combattimenti che niente hanno di sportivo.
In ogni caso, prima di raggiungere la zona conviene
approvvigionarsi di diversi tipi di esca, oppure alla pescheria
adiacente l’antica Torre medioevale dove troveremo calamari,
sardine, gamberetti eccetera. Anche se optiamo per l’uso
di canne potenti, oltre a permettere di contrastare i problemi
sopra elencati, si aumenta la zona di ricerca aumentando
così le chance di cattura), un giusto compromesso prevede
un’attrezzatura media che consenta lunghi lanci anche con
terminali a doppio amo.
TANTE SPECIE
PREGIATE A DISPOSIZIONE DEI LANCIATORI
Lanci e specie A causa degli stabilimenti balneari,
il tratto di mare adiacente la spiaggia presenta una miriade
di boe e di "corpi morti" abbandonati sul fondo.
Questi, servono
in estate a delimitare i corridoi d’uscita delle imbarcazioni,
ma causano ai pescatori seri problemi d’incaglio.
E’ fondamentale, quindi, effettuare lanci precisi dato che
proprio all’altezza della quinta e sesta boa, il fondale
presenta un canalone trasversale con profondità di oltre
tre metri ed è il punto esatto dove far "lavorare" le nostre
esche. In direzione dello stabilimento balneare
dell’aeronautica ci attende un tratto di spiaggia ricco
di sorprese. Secondo la stagione, saraghi, ombrine, triglie
e mormore, si alternano ai pascoli delle varie buche e canaloni
di media profondità. In condizioni ottimali, specialmente
durante la "frega" del mese di maggio, le buche ospitano
numerose mormore di taglia insidiabili con "succulenti"
bocconi a base di arenicola innescata con l’ago oppure a
ciliegina. Un rigagnolo d’acqua
dolce, la cui foce rimane intasata per buona parte dell’anno
fa sentire il suo effetto filtrando verso il mare. La
presenza di piccole mormore, ombrine e muggini diventa la
"mensa quotidiana" per i grandi predatori. Tutto questo
ci dà l’input per insidiare spigole, pesci serra e lecce
amia anche di grossa taglia.