Pesca sul misto
Quasi tutti gli amanti della pesca
sul misto, effettuano questa tecnica in fondali medio bassi,
con terminali atti a sondare il territorio e nei periodi
che vanno dall’inizio di maggio in avanti, utilizzando come
esche, tremolina, arenicola, muriddù, gamberetti e pezzi
di cefalopode. Dal periodo primaverile
in poi la pesca potrà essere fatta anche a poche centinaia
di metri da terra. In genere la pesca sul misto
non dà solo pesce bianco, ma anche quello bello colorato
e buono per la frittura; insomma perchie, donzelle, sparlotti
e tordi. L’azione di pesca è
semplice, si pastura in abbondanza la zona con la sardina
e, nel caso si usi il bigattino come esca, anche con qualche
manciata di larvette. Per tutta la durata della pesca è
necessario continuare la pasturazione.
La canna dovrà essere adeguata per poter pescare con
filo in bobina del 0,25 e con cortissimi terninali lunghi
tre, cinque centimetri, con ametti che vanno
dal 10 al 12. Il piombo deve essere solo quello necessario
per contrastare la corrente, meglio quelli intercambiabili,
che consentono di variare velocemente il peso in funzione
dei cambi di corrente.