SURF CASTING





Da qualche anno a questa parte la tecnica del surfcasting si è molto raffinata e il surfcaster diventato un pescatore tecnico e completo. Tutto ciò grazie a tre varianti, surfcasting, lightcasting e beachlegering. In questo articolo ne analizzaeremo una che ha modificato alla base la filosofia della nostra disciplina: il beachlegering.

Testo e foto di Alberto Gigli

 

l beachlegering è un argomento, di grande attualità, su cui è importante fare approfondimenti. E' probabile, che questa tecnica sia nata da un tentativo di introdurre un'esca non proprio tipica nella pesca al lancio dalla spiaggia: la larva di mosca carnaia. A supportare questa ipotesi è la presentazione originale del beachlegering che proponeva, il pasturatore e l'uso della larva della mosca carnaria come mezzo sicuro e inedito per far catture dalla spiaggia, anche di giorno.



ATTREZZATURA LEGGERA ADATTA A TUTTE LE TAGLIE




Nel pubblico, però, ciò che ha fatto presa è stata soltanto l'introduzione di attrezzi ultraleggeri. Bocciato il bigattino si è invece sviluppato il filone delle lenze ultrasottili e delle zavorre ultraleggere, in linea con le tendenze già anticipate dal lightcasting. A supportare e promuovere l'efficacia di questi nuovi attrezzi è intervenuto l'agonismo. In realtà il beachlegering va inteso come una tecnica di pesca al lancio, leggera eultraleggera. E per leggero si intende il metodo di pesca non il fine. E' sbagliata l'interpretazione più generale che comunemente si attribuisce a questo tipo di pesca, ossia pesca a fondo dalla spiaggia col mare calmo, peggio ancora, di giorno. ' vero che gli attrezzi in uso sono i più redditizi in queste condizioni, ma ciò non significa che siano inadatti per altre situazioni come appunto il mare mosso, oppure la pesca notturna.






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