L’isola famosa per la storica tonnara, presenta degli aspetti
da non sottovalutare per anche per quanto riguarda la traina
di superficie e di fondo. Una della tecniche più valide
per queste acque è la traina con esche vive.
Testo e foto di Carlo Neri e Dario Loi
sud
di Favignana troviamo le secche del Toro caratterizzate
da diversi picchi rocciosi che si innalzano da un grande
banco.Questa zona rappresenta un
ottimo campo di battaglia per cimentarsi con
le esche vive. I dentici che in queste zone sono di dimensioni
gigantesche sono praticamente stanziali,
con maggiori concentrazioni in primavera ed autunno. Le
continue mareggiate e le forti correnti, garantiscono la
sopravvivenza dei predatori come
dentici, ricciole e lecce dai sistemi di pesca
professionali.
NEL
REGNO DEI TONNI VIVONO LE MIGLIORI SPECIE DEL MARE
Allo
stesso tempo garantiscono loro una ricca alimentazione grazie
ai banchi di alici e di altro pesce di passo.
Nonostante si tratti di un’area molto battuta, vi si possono
incontrare sia ricciole di branco, sia grandi esemplari
che nel periodo autunnale possono arrivare a sfiorare i
50 chili. A nord, oltre Levanzo c’è il Banco
dei Pesci; area di indubbio interesse per tutte le tecniche
di traina.
La traina con il vivo in questa zona viene fatta per lo
più con l'affondatore, anche se specialmente sui fondali
che presentano continui sbalzi è preferibile il piombo guardiano.
Le esche più usate sono l'aguglia
ed il cefalo, ma si sono ottenuti ottimi risultati
anche con l'occhiata, purché grossa e quindi
di peso superiore ai 300 grammi.