PESCA DA TERRA



Se la pesca del muggine a fondo, di cui abbiamo parlato nel numero di ottobre, ci rende partecipi al massimo all'azione di pesca, ancora meno distrazioni possiamo permetterci
se usiamo il galleggiante.

Testo e foto di Marco Meloni


a pesca con il galleggiante è sicuramente quella che maggiormente viene praticata per insidiare il cefalo. Non esiste certo pescatore di molo o di scogliera che non abbia mai tentato di insidiare il muggine usando la montatura con il galleggiante. Questa tecnica viene solitamente praticata in quei tratti di mari dove si riscontra la tendenza della specie ad alzarsi dal fondo per mangiare a mezz'acqua, oppure, meglio ancora, provando a farla uscire dalle tane di una scogliera attirata da una sapiente pastura.

UN PESCE "POVERO" INSIDIATO DAI PIU' "RICCHI" PESCATORI



Usando il galleggiante possiamo impiegare sia la canna fissa che la bolognese, ma a seconda dei luoghi di pesca, e specialmente dove i muggini presenti sono di stazza notevole, conviene sempre adoperare la canna con mulinello. La fissa, comunque, dovrà essere impiegata nelle misure lunghe dai 7 ai 9 metri. Per la bolognese possiamo orientarci su lunghezze di 6/7 metri. La montatura della canna fissa andrà effettuata con una lenza madre di diametro 0.14, nella quale inseriremo il galleggiante solitamente di grammatura variabile tra 0.75 e 1.5 grammi. La scelta del tipo di galleggiante è fondamentale, come lo è la piombatura del medesimo. Per segnalatore si usa solitamente un semisferico con asticella in carbonio. La piombatura andrà effettuata alla perfezione, per poter avvistare anche le minime mangiate del pesce. Si usa di solito piombare il galleggiante con una torpille di grammatura poco inferiore alla portata dello stesso e rifinire il tutto con pallini di piombo spaccati di misura 10/11.


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