Scopriamo una tecnica di pesca dove traina e light drifting
si fondono insieme. La cattura di un'esca grossa e il suo
innesco per insidiare prede da record.
Testo e foto di
Marco Meloni e Maurizio Miliani
uando
si dice che il pesce grosso mangia quello piccolo, ci si riferisce
al
naturale istintodegli animali che viene
comunemente usato come metafora anche per noi umani. Trasportando
il tutto nel mondo della pesca sportiva, però,
se il pesce piccolo che viene impiegato come esca ed
è di peso che oscilla da uno a due chili, la
realtà entra in contraddizione con il famoso detto, "pesce
grosso mangia pesce grosso".
GROSSE
ESCHE VIVE SENZA AVER PAURA DI SBAGLIARE
Però, questa tecnica
di pesca finalizzata alla cattura di grandi predatori, non
è attuabile se non si verificano alcune condizioni
particolari come la presenza di branchi di tombarelli o palamite
che frequentano una zona di mare ricca di mangianza e l'accertata
presenza di ricciole che a loro volta seguono i tombarelli
o le palamite. Dunque, solo con queste prerogative
è possibile affermare di andare a pesca di grandi
predatori, utilizzando come esca gli stessi pesci che stanno
cacciando in quel momento come ad esempio i tombarelli o le
palamite. Il tombarello o la palamita
si concentrano in determinate zone della nostra
penisola in periodi diversi a seconda del luogo. Quasi sempre
si tratta di branchi in caccia di sardine e di acciughe.