Oh ragazzi, ricordate un febbraio gelido e feroce come quello
che abbiamo appena vissuto? Personalmente non ho ricordi
di tanto freddo e di canne in pratica appese al chiodo per
un così lungo periodo, perché poi in effetti qualche spicchio
di tempo pescabile c’è pur stato ma erano finestre così
strette che dovevi già essere libero da ogni impegno per
precipitarti in spiaggia a raccogliere quello che per qualche
ora era possibile raccogliere.
Testo di Mimmo Marfè - foto di M. Marfè e Frank Hammer
omunque
gennaio e febbraio sono serviti a darci ulteriori conferme
circa un fenomeno sempre più ricorrente e statisticamente
rilevante ossia, almeno sulle coste
del Tirreno centro meridionale la presenza delle mormore
è più rilevante che in quella che era la stagione
classica per la loro accostata ovvero la primavera. I motivi
anche se non ancora dimostrati in modo scientifico sono
a personale parere da cercare nel fatto che ormai la
mormora per una serie di predatori, forse per uno solo di
essi, il pesce serra, è diventato pesce preda.
IL
LENTO RISVEGLIO DELLA NATURA CON "BOTTO"
FINALE
Poiché in inverno
la presenza dei serra è rarefatta o assente abbiamo una
rilevante presenza di mormore
nell’immediato sottocosta. E la primavera? Al di là del
fatto che essa è ormai stagione spesso bizzarra con code
di condizioni invernali e spesso spicchio di precoci estati
e che quindi potremo svariare tra il più classico surf casting
alla più morbida pesca a fondo, c’è sempre
nello stesso tratto di mare da rilevare precoci accostate
di grosse orate, specie quando si presenta una
situazione di tempo stabile con alta pressione che duri
per un po’ di giorni consecutivi.
Se poi il periodo stabile è preceduto magari da qualche
giornata in cui lo scirocco tira con buona intensità abbiamo
le migliori condizioni di accostata.