TRAINA






La pesca con il monel è una tecnica poco usata, sia per la difficoltà dell'utilizzo di tale filo sia per la poca soddisfazione nel recuperare le prede. Incredibile però il suo potere catturante.

Testo e foto di Gianmarco Limone


a pesca a traina, è una delle tecniche più praticate per la sua facilità di esecuzione e per la massa di pescatori che la effettuano anche con risultati spesso non troppo soddisfacenti.
Le due tecniche principali sono: traina costiera e di superficie. Negli ultimi tempi in Italia e in altri paesi del Mediterraneo sta avendo un successo incredibile la pesca con il monel che altro non è che un filo d’acciaio che permette di far affondare le esche.


CHI LO SA USARE HA MOLTE CHANCE IN PIU' DI CATTURA


L'unicità di questo filo è quella di poterle portare a stretto contatto con il fondo. L'impiego del monel deve però seguire delle regole ben precise come la velocità di traina, la quantità del filo imbobinato e filato in acqua, e le esche impiegate che devono rispettare determinati parametri. Nato e diffuso negli Usa, il monel che troviamo in commercio presenta varie difformità. Queste le marche principali: Imperial Rosso e American fishing Wire in libbraggi che variano dalle 20 alle 80 libbre. La differenza essenziale tra un tipo di marca ed un’altro sta nel peso totale e quindi di una maggiore o minore affondabilità. Per verificarne ad esempio la differenza, basta pesare due bobine di monel di pari libbraggio e di marca diversa. Sicuramente il migliore sarà quello più pesante e quindi capace di affondare maggiormente le nostre esche. Il libbraggio ideale del monel da impiegare nella traina ai dentici è quello da 60 libbre che riesce ad affondare un minnow con paletta di plastica da 14 centimetri a circa 25 metri (con l'imbarcazione ad una velocità di circa 4,5 nodi e circa 200 metri di monel in acqua).



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