Favignana è stata l’ultima tappa
del mio recente viaggio in Sicilia. Voglio metterla al primo
posto senza seguire il canonico percorso temporale nelle
pubblicazioni degli argomenti, parlarne per prima perché
è stata la tappa più intensa e importante, anche dal punto
di vista dei contatti umani. Con questo non voglio togliere
rilevanza ad altre esperienze e luoghi ma le circostanze
del mio viaggio hanno fatto emergere qui situazioni che
non avrei pensato potessero verificarsi. Ed anche radicarsi
dentro di me.
Testo
e foto di Leonardo Mastragostino.
uesto
in Sicilia, sono tenuto intanto a dire,è stato
un viaggio improvvisato, con
la voglia di allontanarsi da una routine stressante.
L’itinerario di massima è stato costruito e focalizzato
giorno dopo giorno, sulla base prima di quanto indicato
nelle guide e poi di quello che si è materializzato
davanti agli occhi. Le
Egadi erano previste a metà del periodo a disposizione,
ma poi sono state poste alla sua fineanche
per evitare il periodo pasquale e con il desiderio di
vedere meglio almeno una delle isole.
CALA
ROSSA: ACQUE TURCHESI E COSTA SELVAGGIA
Non
mi piace il turismo mordi e fuggi, che ti lascia sulla
superficie dei contenuti:
per quanto possibile, per quanto breve sia comunque
la vacanza, occorre almeno cercare di entrare nell’anima
dei luoghi e degli abitanti, nell’anima di quello che
conta veramente nel passato e nel presente. Favignana,
la grande “farfalla” disegnata dal suo profilo, mi ha
accolto dando una impressione piacevole, fatta
dal merito della sua essenza che appare direttamente,
ma anche della tranquillità del periodo, della presenza
umana caratteristica e variegata intorno al porto e
dove spiccano i piccoli banchi dei pescatori, di edifici
tradizionali ed importanti.