Nella carriera di ogni pescatore sportivo che pratica la
traina, una delle prede più ambite è il dentice, un vero
despota dei fondali. Scopriamo insieme qual è il comportamento
di questo sparide, calando idealmente l'esca viva e artificiale,
nel suo ambiente preferito: un fondale misto che gli permette
di praticare l'agguato.
Testo e foto di Carlo Neri.
olti
dei predatori marini vivono a contatto con il fondo, dove
trovano protezione e buona parte delle prede di
cui si nutrono. Fra questi uno dei più noti è il dentice.
Nell'ecosistema marino la sottile
linea che divide la vita dalla morte si confonde tra prede
e predatori e gli "assassini" si trasformano velocemente
in vittime innescando e dando valore alla legge del più forte
che dal mare alla terra ha fatto nascere il detto: pesce
grosso, mangia pesce piccolo.
UN
PREDATORE CHE AMA E PROTEGGE IL SUO TERRITORIO
La sua aggressività
non sempre è legata ad esigenze alimentari, ma spesso è causata
solo dalla territorialità (come avviene anche per
i predatori terrestri). Attacca spesso solo per difendere
l'intrusione di qualcuno o qualcosa nel suo territorio. Pesci
medio piccoli e cefalopodi, sono alla base delle sua alimentazione,
ma non disdegna azzannare tutto ciò che fa parte
dell'ambiente marino e arriva a portata di dbocca. Conduce
vita gregaria, sia in età giovanile che in fase adulta, riunendosi
in branchi (montone) di decine di individui in occasione della
riproduzione. La vita del nostro
amico si svolge in prossimità dei fondali che vanno dai 16
ai 40 metri, con formazioni rocciose ed evidenti
dislivelli, come cigliate di secche e cadute repentine con
forti sommovimenti di corrente che provocano presenza di microrganismi,
base alimentare per i piccoli pesci, a loro volta sue prede
preferite. Si è riscontrata la sua
presenza sia lungo le coste rocciose, che a profondità superiori
ai 60 metri.