Distriubuito
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Mi capitava
proprio durante di questa primavera di iniziare una battuta
a bolognese dal pluri citato porto di Pozzuoli. Configurazione
classica con bolognese da 8 metri, splallinatura aperta
e finale lungo; pochissima zavorra e galleggiante leggero
e sensibilissimo. Provo con due poi con un solo bigattino,
scendo il diametro del finale fin sotto il già rischiosissimo
0.10, scendo la misura dell’amo, pasturo con parsimonia
proprio sulla lenta discesa del bigattino esca..niente!
Poi decido che qualcosa devo pur cambiare ed allora con
la puzza sotto il naso cambio il galleggiante passando da
1 grammo a 2, inserisco un piccolo pasturatore zavorrato
da una torpille da un grammo, riporto il finale a misure
decenti (0.11), coppia di bigattini e si ricomincia. Nemmeno
il tempo di assettarsi per bene che effettuo la prima cattura,
una spigoletta di pochi etti, a cui faranno seguito ancora
un paio di pesciotti. Vista la taglia non proprio esaltante
decido di smettere... ma il ragnetto dal buco è stato comunque
cavato!
Testo e foto di Mimmo Marfè
a
la pesca a galleggio praticata in ambito non agonistico,
dove anche un carniere di sole castagnole può regalarti
felicità e vittoria. Secondo noi è la palestra dove allenare
il nostro sangue freddo, la capacità
di competere con i pesci in astuzia per convincerli ad ingoiare
magari quell’unico bigattino attaccato all’amo in mezzo
ad una nuvoletta di altre larve. Alcune situazioni particolari
possono essere nostre alleate, tipo acque velate o se siamo
in scogliera una scaduta che ci consenta di sfruttare la
residua turbolenza.
IMPARARE
A "COMBATTERE" DI FINO ANCHE PICCOLE PREDE
Ma
non sempre è così: in una delle ultime uscite effettuate
prima che albeggiasse nel giro di qualche ora
ci trovammo in una situazione meteorologica di passaggio
con aria di scirocco e bassa pressione che cedeva il passo
ad aria da terra che portò ad un veloce mutamento delle
condizioni di pesca con le acque che all’alba si presentavano
quasi cristalline. Ero con Massimiliano,
uno dei guru riconosciuto per la pesca di grosse spigole
eppure dopo una cattura di una spigolotta di
circa 5 etti, due probabili mostri si agganciarono al piccolo
amo su cui era innescato un unico bigattino. Nessuna rottura
ma per due volte l’amo spianato con conseguente perdita
del pesce. Magari con acque ancora torbide sarebbe bastata
una montatura leggermente più robusta, amo compreso, per
portare a termine le catture.