In
questa parte entreremo direttamente nel tema delle catture,
vedendo come si effettua un combattimento e come si comporta
il serranide per eccellenza quando viene richiamato sotto
costa dalla pasturazione. Insomma i suoi vizi e le sue virtù.
Testo e foto di Alessandro Serpi Brucalassi.
on
è raro che le spigole abbocchino anche a mezz’acqua
ed in tal caso bisogna prontamente alleggerire ulteriormente
il corpo lenza (basta spostare verso l’alto i vari pallini).
E’ un’operazione da fare solo in
caso di abboccate che si verifichino ripetutamente
in fase di calata dell’esca perché altrimenti si rischia
di andare decisamente fuori pesca con la lenza trascinata
qua e là dalle correnti superficiali.
Mentre termino la messa a punto della piombatura inizio
una pasturazione molto leggera, ma frequente
circa 20-30 larvette fiondate ogni 5 minuti su un ideale
fazzoletto di mare di circa 10-15 Mq .
UNA FERRATA
DECISA E POI LA FUGA DECISA VERSO IL LARGO
Dopo circa un quarto d’ora dall’inizio
della pesca, arriva improvvisa la prima abboccata.
E’ un’affondata decisa e diretta verso il largo, classica
della spigola. Inutile dire che, a inizio pesca, sono carico
come una molla… ferro quindi con prontezza, perfino con
troppa energia, al punto che faccio slittare la frizione
.
La spigola parte a razzo verso il largo; e visto che non
ci sono ostacoli la lascio arrivare fino a una trentina
di metri dalla riva. Mentre produce
la sua fuga verso il largo tengo la canna molto alta per
evitare che faccia toccare il filo contro la
pinna dorsale o contro la parte seghettata delle branchie.
Infatti di solito a questo punto le spigole possono iniziare
a “rotolarsi” su se stesse sempre cercando di far toccare
il filo sulla pinna dorsale, sulle branchie o addirittura
sulla cosa (solo quelle molto grosse). Le spigola se non è di taglia ragguardevole
(sopra i 2 kg) e non ha ostacoli vicino a se
non rappresenta un grosso problema per un terminale sopra
lo 0.10 mm, a meno di non commettere errori.