PESCA DA TERRA



Comincio a commentare con lui quello che è evidente, e cioè il divario che ci divide in termini di catture; egli sostiene che la differenza stia non già nella pastella, ma nel modo di pescare. Vincenzo (ha insistito affinché gli dessi il "tu")
adopera un galleggiante sferico
di tre grammi con antenna tipo starlight e finale del dodici a due braccioli corti e sfalsati, ami del quattordici.

Ferra sulla vibrazione del galleggiante, anche senza aspettare l’affondata. Io invece monto un galleggiantino a fuso da un grammo, con antenna lunga e sottile.
Scalatura di pallini e finale ad un solo amo, trenta centimetri di fluorocarbon del dieci.


QUASI TUTTO E' STATO SVELATO, MA IL "QUASI" NON E' IL TUTTO


Amo numero diciotto. Con un amo così piccolo non m’interessa incocciare se non sull’affondo lento del galleggiante: insomma, pesco in maniera completamente diversa e secondo lui è per questo che prendo meno pesci. Io gli rispondo che il giorno che la mia pastella sarà competitiva nel confronto con la sua, sarà per lui un brutto giorno. "Vincè…" gli dico, " Per soddisfazione mia, dammi una pallina della tua pasta, e poi vediamo se non ne prendo uno ogni calata". Continuando a guardare il suo galleggiante Vincenzo allunga il braccio verso di me e mi lascia cadere in mano una noce di quella pasta…

CONTINUA...





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