PESCA DALLA BARCA



Per "testare" una eventuale zona che ci sembra valida, si può provare con una pasturazione preventiva -come si fa con il drifting ai tonni- gettando in mare sarde intere e tagliate a mo' di strisciata. A questo punto non resta altro che calare un paio di lenze e aspettare continuando ovviamente la pasturazione.
Come si è visto, i due aspetti di pesca sopra descritti sono assai diversi, ma entrambi proficui; vediamo, adesso nei dettagli le condizioni ottimali di impiego dell'una o dell'altra, partendo dal presupposto che, nella zona in cui pescheremo, siano presenti le palamite. Ovvio!

ARTIFICIALI O NATURALI: PER LE PALAMITE "TUTTO FA BRODO"


Nella traina con le esche artificiali, possiamo impiegare più canne a seconda delle dimensioni della barca, distribuendole in modo che agiscano in strati e distanze differenti d'acqua. Un giusto assetto pescando, poniamo con quattro canne su un fondale di 20/30 metri, potrebbe essere quello con due esche in superficie del tipo di piume, testine piombate, octopus eccetera; un'esca subito sotto la superficie, una a mezz'acqua. Le due lenze laterali più distanziate e le centrali più vicine e più affondate. Con l'affondatore a bordo, è possibile inserire due lenze: una attaccata alla palla e filata in mare per una ventina di bracciate e posta in prossimità del fondo; la seconda a una decina di metri verso la superficie, distanziata dalla barca del doppio circa della prima.





 


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