PESCA E TRADIZIONI



Dopo aver innescato il palamito occorre disporre di una piccola imbarcazione. Calare correttamente il palamito è la base per una buona riuscita della battuta: l’attrezzo va sempre messo in acqua da poppa, iniziando con il segnale al quale agganceremo la prima estremità del nostro palamito.
Poi si calano in mare i braccioli in sequenza uno dopo l’altro con il motore al minimo o meglio a remi. Dopo aver calato l’ultimo amo occorre agganciare l’altro segnale al trave. Solitamente il palamito è messo di sera e lasciato “lavorare” tutta la notte.
L’ultima fase, che è quella più divertente nella quale le sorprese non mancano mai, è il salpaggio. Generalmente si effettua all’alba perché di solito questo è il momento in cui il mare è più calmo.

L'ATTREZZO CHE RISERVA SORPRESE FINO ALL'ULTIMO AMO


Dopo aver raggiunto e imbarcato il primo segnale, si inizia lentamente, con il motore al minimo o a remi, a recuperare il trave. Il palamito sarà raccolto nel contenitore con calma, appuntando gli ami sul bordo di sughero dello stesso. Purtroppo anche questa fase non è priva di inconvenienti: gli incagli sono infatti abbastanza frequenti, ma spesso la fatica di disincagliare il nostro palamito dai fondali accidentati verrà ripagata da qualche bella preda.




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