Se i saraghi sono
molto concentrati in una determinata zona allora converrà
distanziare i braccioli di circa 3 metri,
altrimenti è possibile ricercarli su grosse distanze fino
ad avere un bracciolo ogni 10/15 metri. Per ciò che concerne
il numero di ami, la legge italiana fissa il limite a 200
per i pescatori non professionisti. E'
preferibile, però costruire il nostro palamito con un numero
minore di ami per facilitare le operazioni; 70-80
ami possono essere già sufficienti per realizzare buoni
carnieri. Altro elemento importante è la
“coffa” ovvero il contenitore nel quale alloggeremo il nostro
palamito (ne esistono già disponibili in commercio,
ma possono essere anche costruiti a mano con buoni risultati).
LA
PRATICA TRADIZIONALE DI TUTTO IL BACINO MEDITERRANEO
Ultimamente
è stato pubblicizzato il “palamito facile” prodotto dalla
Danik Marine che è molto più di un semplice contenitore
per palamiti; è un attrezzo che semplifica tutte le fasi
di pesca e riduce notevolmente il rischio di imbrogli. Prima
di effettuare la cala, dovremmo preparare ancora i segnali,
ovvero due gavitelli collegati mediante un cordino a due
pesi di circa 700-800 grammi. La
scelta dell’esca rappresenta da sempre un vero rompicapo
per l’appassionato. Da un lato si vorrebbe avere
un’esca appetitosa da un’altro una resistente, ma come si
sa una cosa esclude l’altra. Un’esca universale che funziona
sempre non esiste; a seconda del periodo dell’anno e delle
prede presenti occorre orientarsi su tipologie di esche
differenti. La bravura del pescatore consiste proprio in
questo: presentare ai pesci l’esca che sono soliti mangiare
in quel dato periodo. Tra le più
comuni troviamo l’oloturia (deve essere usata solo la parte
interna tagliata in piccoli bocconi), le patelle, i granchi,
i cefalopodi in genere (ottimi i calamari), i
bibi e le sardine. Altre esche molto apprezzate dai pesci
come anellidi di mare, gamberi e cozze sono poco usate per
via della poca consistenza e degli eccessivi costi.