PESCA E TRADIZIONI



In questo breve articolo prenderemo in considerazione la forma più semplice di palamito: quello di fondo, usato soprattutto nel periodo invernale per insidiare i grossi saraghi.
Questi sparidi sono soliti sostare sui fondali sabbiosi ai margini di scogliere e praterie di posidonia alla ricerca di cibo. Questo attrezzo, se costruito alla perfezione ed innescato con invitanti bocconi, è capace di regalarci non solo saraghi ed orate, ma anche gronghi, murene e belle spigole.


UNA TECNICA MODERNA CHE HA ORIGINI ANTICHISSIME


Il principale elemento di un palamito è il trave cioè la lunga lenza madre a cui vengono collegati i braccioli. Nel nostro caso sceglieremo un filo dello 0.70 per il trave (specifico per palamiti) ed uno dello 0.35, massimo 0.40 per i braccioli. Per collegare i braccioli al trave dovremmo eseguire un nodo “uni a 3 spire con triplo collo a rientrar” per far si che il bracciolo non scivoli sulla madre. La lunghezza dei braccioli non dovrà essere eccessiva, pena indesiderati imbrogli, ma di circa un metro. Altro parametro importante è la distanza tra un bracciolo e l’altro: questa misura dipende molto dal luogo dove s’intende posizionare il palamito.



 


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