Il palamito è una tecnica di pesca
antichissima che richiede un grande lavoro di preparazione
e tanta pazienza ma che alle volte sa regalare soddisfazioni
inimmaginabili. Il momento più bello è sicuramente il recupero:
salpare un palamito è sempre una sorpresa, con questa tecnica
può capitare di prendere veramente di tutto!
Testo e foto di Filippo Ricca
lcuni
pensano che il palamito sia una tecnica poco sportiva per
due ragioni: perché non prevede l’utilizzo di
canne e mulinelli e perché viene a mancare la tanto amata
“lotta con il pesce”.
Altri sono convinti che sia una tecnica troppo facile e
che basti filare in mare una lunga lenza munita d’ami per
recuperarla dopo poco tempo con i pesci attaccati. Altri ancora considerano il palamito
come una tecnica noiosa dove varianti ed innovazioni
non sono ammesse. La realtà è invece del tutto diversa.
Questo è un metodo tradizionale usato dai pescatori professionisti
dalla notte dei tempi che tra le altre cose trova molti
estimatori anche tra i dilettanti.
UNA
TECNICA NON FACILE MA MOLTO PRATICATA
È
una tecnica di pesca dura e selettiva che mette alla prova
la resistenza fisica del pescatore: occorre procurarsi
le esche, innescare, calare e salpare numerosi ami collegati
alla lenza madre. Si tratta di una pesca fatta di tanta
pazienza che, però alle volte può regalare risultati eccezionali.
Dal punto di vista tecnico annovera
una grande varietà di soluzioni: esistono i palamiti
di superficie, quelli che lavorano a mezz’acqua, quelli
di fondo, più tutte le soluzioni intermedie. Inoltre, grazie
alla sua variabilità, offre al pescatore la possibilità
di insidiare tutte le specie di
pesci, dai piccoli sparidi che vivono nel vicino sottocosta
fino ad arrivare ai grandi predatori come tonni,
pesci spada e squali.