TRAINA


Nella lunga esperienza di pescatore da terra, dedito principalmente al surfcasting ed all’agonismo ad esso collegato, ho incontrato centinaia compagni di viaggio. Alcuni di essi sono ancora accanto a me sullo stesso treno, altri sono scesi e li abbiamo incontrati di nuovi dopo anni.
Altri, come uno dei più cari amici, Giancarlo, è sceso ed è ormai su di un altro treno. La molla che spinge molti al surf è proprio la ricerca del combattimento con il pesce grosso, è l’andare a cercare a distanze comunque esigue e non in mezzo al mare.

LIGHT ED EXTRALIGHT MA SENZA ECCESSI DI ZELO


Capita che poi in tanti anni, di pesci da ricordare magari si contano sulle dita di una sola mano... e qualche dito magari avanza. Non per imperizia, non per scarsa attitudine. Basta solo essere incatenati ad uscite programmate e non rganizzate rispetto allo stato del mare, per ritrovarsi alle prese, quando va bene con le benemerite mormore, che onestamente di grosse emozioni non è che possano regalarne poi tante. Allora si cambia, totalmente, a 180 gradi e la base su cui poggiare i piedi è il fondo di una barca.
Non basta nemmeno il bolentino perché magari per il pesce da 5, 7, 30 chili, bisognerebbe possedere barche in grado di raggiungere secche lontanissime.

 



 



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