TRAINA





La traina costiera è la disciplina che affascina tutti coloro che si avvicinano alla pesca dalla barca. La relativa facilità di esecuzione, rende questa tecnica abbordabile anche ai neofiti. Basta, infatti, una canna leggera con un piccolo rotante e si può trainare un esca artificiale in superficie, con buone probabilità di effettuare qualche cattura.

Testo e foto di Carlo Neri


on la traina di superficie si comincia a prendere confidenza con le attrezzature, con la pesca in movimento e con le prime prede. Ma nella traina costiera i predatori cacciano e vivono prevalentemente a stretto contatto del fondo e l’evoluzione naturale è quella di affondare le esche.Il primo passo è di inserire dei piombi a sgancio rapido sulla lenza, accorgimento che consente di affondare le esche, ma che non di avere una cognizione esatta sulla profondità reale di lavoro.




COLORI E MOVIMENTO PER INNESCARE LA REAZIONE DI ATTACCO




Per riuscire ad avere una realtà oggettiva sulla profondità di azione delle esche artificiali in pesca, ci sono due sistemi soltanto: il downrigger ed il monel.
Il dentice è un predatore di fondo e mezzo-fondo. Spesso i suoi attacchi sulle esche trainate sono dettati più dall’aggressività e sulla territorialità, che per esigenze alimentari vere e proprie.
Questo predatore spesso si riunisce in fitti branchi e delimita un’area ben circoscritta per diverso tempo.





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