Costruiremo
i terminali con tre braccioli "a girare" e con diametri
consistenti che varieranno
dallo 0,25 allo 0,40. Anche gli ami dovranno
essere adeguati alle prede, quindi, mai al di sotto del
n° 6. L'esca migliore è la striscia
di calamaro, il cappellotto o la trancia di sardina.
Un discorso a parte va fatto per l’attrezzatura principale,
cioè canna e mulinello.
Con il bolentino di medio fondale infatti, si rientra in
una fascia di tecniche dove l’attrezzatura è determinante.
CON
PICCOLI ACCORGIMENTI RIUSCIAMO A FARE BUONI CARNIERI
Dovremo
utilizzare solo canne con azione di punta e di lunghezza
intorno ai 4 metri. Questa misura ci consentirà
di impiegare terminali piuttosto lunghi e soprattutto ci
permetterà di stancare in maniera determinante le prede
allamate. Il mulinello dovrà essere
abbastanza grande in modo da consentirci un recupero agevolato
anche su fondali piuttosto profondi. Solitamente
si imbobina un nylon di diametro dello 0,35 ma è valido
anche un multifibre dello 0,20, con shock leader di circa
15 metri dello 0,30.
Pesca dalla barca a fondo
Al largo di Ravenna il fondale è quasi esclusivamente fatto
di sabbia e quindi la pesca a fondo viene dedicata a due
specie in particolare. In estate alla mormora, detta rigatino
ed in inverno alla gallinella, chiamata mazzola. La
tecnica è praticamente identica anche se è preferibile pescare
alla mormora durante le ore notturne e alla gallinella di
giorno. Si pesca sempre a scarroccio, senza ancora,
con canne medio corte e terminali con un solo amo posto
sotto al piombo. Il terminale è lungo da 70 a 100 centimetri,
di spessore variabile dallo 0,20 allo 0,30, terminante con
un amo a gambo lungo del numero 6/8. Per la mormora, in
particolare utilizzeremo il saltarello, la tremolino e il
muriddo. Per la gallinella invece,
il boccone dovrà essere più volumino e quindi l’esca principale
sarà la codina dell’acciuga. Freschissima mi raccomando.