PESCA DALLA BARCA






Malgrado ciò che pensano in tanti il mare della Romagna non regala solo tonni o pesci di sabbia. Vediamo insieme la opportunità che offre il bolentino in tutte la sue espressioni.

Testo di Marco Meloni - foto Maurizio Miliani - arch. Pesca e Nautica


ra le tecniche di pesca dalla barca che effettueremo nel litorale romagnolo al largo di Ravenna, le migliori sono quelle dedicate a sgombri, aguglie, sugarelli e boghe.
Tutti questi pesci, ad esclusione delle boghe, sono catturabili anche trainando una piumetta
o un cucchiaino.
Queste specie, appartenenti alla famiglia del pesce azzurro,
accostano alla riva dai mesi primaveril per sostarvi fino a novembre.



UN LITORALE POCO CONOSCIUTO MA DI GRANDI OPPORTUNITA'



La pesca si pratica sia da barche medio piccole sia dai barconi, veri e propri charter che offrono ai clienti un servizio "tutto compreso", dalle pasture alle esche, dall'attrezzatura, alla spaghettata di mezzogiorno annaffiata da un buon vino locale. La tecnica prevede l'uso di canne medio corte fino 3,5 metri da barche piccole e medio lunghe fino a 5 metri dai barconi. L'azione di pesca invece è la stessa, con il galleggiante scorrevole oppure al tocco, a seconda dei gusti e delle esperienze personali. I terminali però variano: se si usa il galleggiante, si pesca con un unico bracciolo lungo circa un metro, costruito con monofilo di diametro variabile tra lo 0,18 e lo 0,25, con amo a gambo lungo e curvatura rotonda del numero variabile dal 4 all'8. Per la pesa al tocco, invece, meglio pescare con due braccioli lunghi dai 100 ai 150 centimetri, posti uno sopra e l’altro sotto al piombo che sarà di grammatura compresa tra i 5 ed 20 grammi; invariati i diametri dei monofilo e la misura e tipo di amo.



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