Alcuni settimane
orsono mi telefonò Francesco da Silea e lamentava il fatto
che in negozio non ci fosse movimento. Temperatura al mattino,
là presso le foci che sboccano al nord della laguna veneta
era di -4. Era già mattina piena, chiaro? Di contro guardai
il mio termometro ed eravamo ad 8 gradi. Insomma qualche
vantaggio a vivere un po’ più a sud e sulla costa meno esposta
ai venti balcanica c’è di sicuro. Anche se le temperature
sono sopra lo zero basta un po’ di vento freddo che la sensazione
climatica non è piacevole anche se magari il gelo è passato
e siamo agli inizi della primavera.
Testo di Mimmo Marfè - Foto di M. Marfè e F. Martelli
’inverno
appena trascorso non è che sia stato ricco di perturbazioni
atlantiche. Dov’è finito quel tiepido e rassicurante
scirocco che per anni connotava i nostri inverni? O
calma piatta e totale o rapide violente botte da libeccio,
assolutamente impescabili; poi rapida rotazione
dei venti ai quadranti nord orientali ma con mare ancora
ben mosso in un arco massimo di dodici ore. Peggio
le perturbazioni provenienti direttamente dai Balcani.
LA
MAREA SALE E LE SPIGOLE ENTRANO IN MANGIANZA
Le
possibilità di spostamenti sono state spesso limitate per
condizioni notturne pessime; bastava che iniziassi
a salire in alto per trovare neve o ghiaccio.
Bastava che fosse calma piatta e al ritorno ti ritrovavi
avvolto in una nebbia che sembrava bambagia. Allora
restavano le ore di luce che ti consentivano qualche spostamento
nella speranza che il mare fosse ancora schiumoso
e che qualche pesce stesse ancora lì a riempirsi la pancia.
Sfatata la leggenda che solo di
notte si possano effettuare catture di spigole o di saraghi,
il giorno, la luce, ci è stata amica.
Quei 10 gradi di giorno si sopportano bene, specie quando
nel cielo c’è sereno e qualche cattura riesce ad aumentare
la temperatura percepita. Oltretutto in questo periodo di
esche valide ne trovi abbastanza.
L’arenicola e la sua spasmodica ricerca possiamo un po’
dimenticarla... almenoché!