PESCA DALLA BARCA





Come sappiamo il bolentino di profondità è da effettuarsi principalmente con barca ancorata. A volte può capitare che tale operazione sia resa difficile da agenti atmosferici negativi e quindi, prima di "smettere", conviene fare alcune prove con i motori accesi, spostandosi all'occorrenza.

Testo di Gianmarco Limone - Foto di G. Limone e a.Costanzo


esca con i salpabolentini
Operando su fondali che vanno dai meno 200 ai meno 600 ed oltre è impossibile pescare con la canna e mulinello, quindi procederemo con i salpabolentini elettrici o elettronici. Innescato il terminale (questa volta la legge permette sei ami), lasceremo scendere il tutto verso il fondo, allentando la frizione della bobina o premendo il pulsante di calata. Una volta giunto sul fondo, serreremo la frizione e prenderemo il dacron in mano, tenendolo tra il dito indice e pollice.

A GRANDI PROFONDITA' SORPRESE A NON FINIRE



Dopodiché muoveremo il braccio dal basso verso l'alto con movimento deciso come si fa per la pesca ai totani. Anche a grandi profondità, con il dacron sarà facile avvertire le mangiate dei pesci: la ferrata avverrà proprio con il sollevamento pronto di tutto il braccio. Anche pescando con il filo in mano, non converrà mai salpare un solo pesce per volta (a meno che non sia una grossa cernia o un pesce che valga la pena recuperare), ma attenderemo sempre un possibile buon carico. Basterà a questo punto dare il via al pulsante di risalita del nostro apparecchio, per recuperare le prede. La presenza o meno delle prede sarà evidenziata dalla piegatura della canna del salpabolentino e dall'eventuale slittare della frizione.

 


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