La
polemica sul surf casting, su cosa sia, su come si debba
praticare, è presente in ogni occasione in cui si parla
di pesca. Strano! Ho assistito a gare di canne da riva e
guardando i cestini dei piazzati ci sarebbe da polemizzare
da qui all’eternità, ma quelle sono le regole, quelli sono
i pesci, spesso si vince a castagnole, e polemizzare sarebbe
solo sterile. Ma il nostro surf casting vive poi di solo
pescetti come si potrebbe evincere magari dalle cronache
di alcune gare? Nulla di più inesatto.
Testo e foto di Mimmo Marfé
Dalla casualità
al sistema Il primo pesce serra catturato da
spiaggia si confonde ormai nei ricordi risalenti
a quasi un ventennio orsono. La sua cattura fu effettuata
nel più ortodossi dei sistemi ossia con pesce vivo e cavetto
in acciaio dopo una serie di mormore chirurgicamente mutilate;
qualche serra è stato catturato
lo scorso anno sull’arenicola e con ciò non possiamo
certo affermare che l’arenicola sia esca selettiva ma è dimostrazione
della ferocia che lo porta a mordere ogni cosa e che a volte
può essere vittima della sua stesa ferocia.
AD
OGNI PESCE LA SUA ESCA, MA IL CONCETTO SI RIBALTA...
Ricordo la
cattura della prima ricciole, tutto fondo schiena, due chili
e novecento avvenuta sulla spiaggia di Torre Paola,
nei pressi di Sabaudia, in modo ancora più bizzarro. Era ancora
giorno e iniziava la solita battuta a mormore con canne da
surf ultralight. Al primo controllo,
il mio compagno di pesca, Luigi, si trovò con la canna bloccata
proprio a pochi metri dalla battigia come se avesse afferrato
il fondo; ma lì di rocce o pietre nemmeno l’ombra. Allora
inizia l’operazione di disincagliamento ed improvvisamente
il lucido beach bomb da 2 once schizza sulla sabbia..dietro
vola una grossa sagoma argentata che plana proprio ai suoi
piedi: evidentemente quel piombo
lucente fu afferrato e predato come se fosse stato un pesciotto
e l’averlo sfilato con forza dalla bocca provocò la reazione
della ricciola che tentava di riafferrarlo!