Per zavorrare si usano piombi
tipo bolentino con occhiello, fissati sopra il
raddoppio, con un elastico legato e fissato
con una bocca di lupo alla lenza. Per sospenderle ed allontanarle
dalla barca si utilizzano come
galleggianti i palloncini gonfiati e legati direttamente
sulla lenza o annodati ad un elastico e fissati
al trave sempre la bocca di lupo.
Le frizioni dei mulinelli si regolano prendendo il filo
che esce dal cimino della canna e facendo iniziare lo slittamento;
quando il fusto si piega di 1/3 della sua lunghezza, si
raggiunge l'ottimale taratura.
Adesso che tutto è pronto,
inizia la fase più importante della pesca
a drifting al tonno, ovvero la pasturazione, necessaria
per portare i tonni in prossimità delle esche. L'approccio
inizia con la strisciata, ovvero un'anticipazione di pasturazione
che si effettua a barca in movimento una volta giunti sul
l'uogo di pesca. Si effettua con
sarde a pezzetti, alternate a qualche sarda intera.
Dopo la strisciata, una volta fermi, si controlla la direzione
del vento-corrente, gettando ancora qualche sarda in mare.
Verificata la direzione che la barca prederà quando
sarà lasciata in deriva,
la si segue gettando pezzi di sarda in ordine sparso. Terminata
questa operazione preliminare, si comincia la pasturazione
vera e propria a base di pezzetti di sarda intervallati
(a piacere) da sarde intere.
ESSERE
CONSCI DELLE PROPRIE CAPACITA' SENZA ESAGERARE IL
RESTO LO FA L'ESPERIENZA
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