Anche
se il primo approccio con il drifting al tonno è
un incognita e va fatto sempre e in ogni caso in compagnia
di gente esperta, la taglia dei tonni presenti nei nostri
mari permette in genere di dedicarsi al drifting senza eccessivi
problemi,
partendo da prede facilmente accessibili.
Testo di Alessandro Carraresi- foto arch. Pesca e Nautica
inta
la comprensibile curiosità sulcome dove e quando, magari dopo lunghe chiacchierate
con angler esperti, la prima cosa da fare per
chi vuole tentare il gran balzo con il drifting al tonno
è di analizzare punto per punto le varie fasi di
approccio alla tecnica.
Per chi non ha mai avuto esperienze con prede di rilievo,
è necessaria la sedia da combattimento che prevede
canne specifiche, mentre a bordo occorre
essere muniti di un raffio di grandi dimensioni,
meglio ancora se volante.
LA
GRANDE EMOZIONE DEL COMBATTIMENTO COL RE DEI MARI
Riguardo alla potenza delle canne
e dei mulinelli è meglio cadere in piedi
affidandosi al buon senso dei nostri ospiti.
Per coloro che già hanno una comprovata esperienza
di pesca dalla barca, soprattutto riguardo prede qualificate
come le ricciole, l'approccio con
il drifting può essere fatto con attrezzature stand-up.
Ci si può orientare su canne con potenza variabile
dalle 50 alle 80 libbre e mulinelli di pari potenza imbobinati
con lenze da 80 libbre, sostituibili dopo le prime catture
con quelle da 50.