La vasca del vivo sarà una semplice
tinozza che riempiremo e svuoteremo periodicamente affinché
l'acqua
sia sempre sufficientemente ossigenata. Pescheremo con l'affondatore
per combattere con lenza libera quando il pesce è allamato;
oppure, per in più esperti e in caso di mancanza di ecoscandaglio
a bordo, con l'uso del piombo guardiano.
ABBONDANZA
DI ESCHE
E DI PREDE
Esche ed inneschi
La traina con il vivo è condizionata dal reperimento delle
esche. Nel nostro caso possiamo spaziare maggiormente, in
quanto gran parte dei piccoli pesci presenti nel sotto costa,
sono idonei a questa tecnica.
Aguglie, occhiate, boghe, sugarelli
e cefali saranno i nostri "ricercati speciali", in
considerazione del fatto che sono di facile reperibilità
e gradite a tutti i predatori che ci interessano. Aguglia
ed occhiata, sono da preferire per le ricciole di branco,
il sugarello per la leccia, il cefalo è più attirante per
la spigola, mentre il serra attacca indistintamente qualsiasi
esca viva. Ma, attenzione, ogni abbinamento appena citato,
può facilmente essere smentito... non ci scordiamo che siamo
in mare e che abbiamo a che fare con predatori. Ma proseguiamo,
l'innesco si esegue su terminale dello
0,50 per ricciole, lecce e spigole, con gli ultimi
30 cm in cavetto d'acciaio da 30 libbre termosaldante, per
i serra. Il terminale, se vogliamo rispettare le regole
sportive dell'IGFA, non deve essere più lungo di 6 metri,
in assenza di raddoppio, altrimenti ci si regola a piacere.
Si utilizzano due ami, il primo trainante del 2/0 con punta
dritta, il secondo ferrante del 4/0 storto ad artiglio d'aquila.