Se
le righe che seguono fossero
scritte su alcune delle più famose
riviste inglesi di settore, molti si risentirebbero
in modo duro:" Ma come,
le carpe a
mosca... una vera impostura!". L'accusa
di eresia scatterebbe quasi automaticamente
tant'é l'attaccamento alla tradizione
del paese che per primo in Europa, in età
moderna, ha scritto e praticato di pesca
a mosca.
E questo in parte lo possiamo capire: nel
Regno Unito ci sono ancora molte trote selvagge,
trote di mare veraci... i temoli
famosi delle risorgive del sud e qualche
salmone atlantico. Ma noi che ormai viviamo
nella penuria cronica e artificializzazione
totale di pesci e fiumi cosa dobbiamo fare
se non impegnarci, fino al rischio di stravolgerla
la nostra tecnica nel tentativo di usarla
su tutti i pesci possibili ? Quindi eccoci
a parlare di carpe a mosca.
Primo requisito: un fiume o un lagho
dove le carpe siano numerose ed appastate
ripetutamente con il pane in
modo tale che vengano a mangiarlo in superficie.
Ciò può essere ottenuto abbastanza
facilmente in un lago o anche in un fiume
di fondovalle dove questo, nei tratti cittadini,
lambisce giardini pubblici o parchi naturali
dove bambini ed anziani gettano il pane
ad anatre, nutrie e...carpe.
Secondo requisito:
una buona scorta di pane secco da utilizzare
non come esca , ma come richiamo.