Marzo
nu’ poco chiove e natu poco stracqqua, torna a chiovere
schiove... mo n’aria triste e nera mo’ n’aria e primmavera...
Marzo, una delle più celebri canzoni napoletane, quelle
che hanno fatto la storia. In poche parole condensati l’umore
di un mese che può regalarci qualsiasi tipo di condizione
meteorologica.
Testo e foto di Mimmo Marfé
ravamo
sulla spiaggia di Serapo, in marzo, spiaggia
bassissima ma con il pregio di mantenere le acque quasi
sempre pulite da alghe ed altri fastidiosi ostacoli. Eravamo
in due, io e Francesco, a tentare disperatamente di cavare
qualche ragno dal buco di un libeccio che risputava in terra
anche piramidi da 175 grammi. Ma l’insistere del vento mutò
carattere, passò a folate sempre meno ravvicinate e meno
violente. Il fondo ora accoglieva come burro coni da 130
grammi. Montature pater noster
classico, due canne a testa innescate con cannolicchio e
bibi. Subito una violenta scrollata di cima alla
mia prima canna; mentre sto completando il recupero va in
fibrillazione anche la seconda ed anche Francesco urla che
ha un pesce in canna.
MESE
ESTROSO CHE TI STUPISCE CON
I SUOI REGALI
Spiaggiamo
tre bei saraghi maggiori tutti di taglia superiore al mezzo
chilo, il tempo di tirarli in un secchio ed afferro
una delle canne, prendo una manciata di esche infilate in
un sacchetto e corro 50 metri più in là, oltre Francesco
che è stato l’ultimo ad avere l’abboccata. Pesco canna in
mano, un violento scossone, poi mentre ferro ed inizio il
recupero mi fermo giusto un attimo e quell’attimo è quello
buono perché un secondo sarago abbocchi alla stessa canna.
Poi il vento si placa completamente, il libeccio ormai caduto
gira velocemente verso maestrale, nel giro di poco tempo
il fondo tende a chiudersi... e la battuta è stata consumata
in 5 o 6 minuti. Cinque bei saraghi
catturati seguendo il loro stesso pascolo, i
secondi due andandoli ad intercettare bel oltre il punto
della prima abboccata. Marzo ti
può stupire con le mormore quando il mare è quasi piatto,
ma ancora con saraghi e spigole con mare formato
e negli ultimi anni sulla costa tirrenica, quando per un
po’ di giorni si è messa alta pressione(non del tipo siberiano)
con giornate miti e notti nemmeno fredde, ha elargito le
prime belle orate.