SURFCASTING


Dominata dai due mitologici mostri di Scilla in terra ferma e Cariddi proprio sul vertice orientale della Trinacria siamo accompagnati dal nostro vate su una delle spiagge pochi chilometri a sud di Messina: quella di Alì Terme.

Testo e foto di Mimmo Marfè

ui il surf casting non è proprio quello praticato dalle coste tirreniche; pagelli bastardi come se fossero mormore e come se fossimo in barca per una battuta di bolentino, ma di quelle ben riuscite.
Gaetano Savoca è radicato sulle spiagge del comprensorio quasi come una istituzione, non a caso uno dei paesini della zona porta proprio il suo cognome.
E tra Etna a sud ed i due mostri mitologici a nord c’è un microcosmo di pesca dalla spiaggia che Gaetano conosce granello per granello.

PESCARE A SURF LE CLASSICHE PREDE DEL BOLENTINO

Scazzuppoli (Pagelli bastardi) a lunghissima distanza là dove i fondali iniziano ad essere a due cifre, là dove alla sabbia inizia a mischiarsi il fango e qualche bellissima triglia come quella della foto a lato può colorare di diversi colori il nostro argenteo cestino.
Spiagge a granulometria medio grossa, con tratti a ciottolo, che quando il mare batte talvolta è solo un unico maestoso frangente a rompere a pochi metri dalla risacca che devi indietreggiare di corsa se sei da quelle parti.
Mare che però con le acque torbide, proprio dietro la schiuma magari anche con una canna nemmeno troppo potente, nel caso di Gaetano una gloriosa Konixx ledgering della Bad Bass, riescono a lavorarti alla grande gli sparidi principi della tecnica di pesca del surfcasting.
Ovvero di saraghi di buone dimensioni.


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