Tonni!
Fra qualche mese le coste del Tirreno cominceranno a vivacizzarsi
di tuffi, sbuffi e voli di gabbiani che rasentano le onde,
tipico segnale della presenza dei predatori. In questo articolo
cercheremo di illustrarvi le basi per chi vuole avvicinarsi
a questa tecnica.
Testo di Carlo Neri - foto di C. Neri, M. Miliani e G. Limone
partire dal mese di maggio, sul
Tirreno, si avvertono le prime accostate di tonni
e gli appassionati danno il via alla lunga stagione che
li vedrà impegnati fino ad autunno inoltrato. Analizziamo
allora le fasi più importanti che caratterizzano il drifting,
cercando di fornire quante più indicazioni possibili a chi
per la prima volta si avvicina al "grande cimento". La
taglia dei tonni presenti nel tratto di mare che va dalla
Liguria al Lazio permette di avvicinarsi al drifting, senza
particolari problematiche, partendo da prede
facilmente accessibili. Le batimetriche da prendere in considerazione
sono quelle tra i 70 ed i 100 metri. profondità maggiormente
frequentate dai tonni.
TONNI
IN TIRRENO DA MAGGIO
FINO AD AUTUNNO INOLTRATO
Un
controllo all'attrezzatura
Per chi ha già esperienza di pesca in mare, soprattutto
con prede come lecce e ricciole, l’approccio con il drifting
può essere fatto con attrezzature stand-up. Ci si può orientare
su canne 30-50 o 50-80 libbre e mulinelli di pari potenza.
Per le prime esperienze si possono utilizzare lenze da 80
lbs, sostutuibile ad esperienza acquisita con quelle da
50. Gli accessori per lo stand-up
fanno aprte intrinseca di questa tecnica, quindi
renale e cintura vanno provati sotto sforzo e non semplicemente
acquistati dietro consiglio ad esempio di un amico. La pesca
in stand-up è una tecnica sportiva assai divertente, ma
necessita di alcune regole.
Eccole: durante le fasi del combattimento un partner dell'angler
deve porsi dietro di lui per intervenire in caso di rottura
accidentale della lenza.