Distriubuito
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Maggio sicuramente mese di passaggio tra l’inverno ormai
alle spalle e la bella stagione in arrivo. Ma come affrontare
la spiaggia in questi casi talvolta non troppo definiti?
Maggio in passato ci ha riservato sorprese bruttissime.
Testo
e foto di Mimmo Marfè
icordo
lo scorso maggio in Abruzzo con mormore latitanti per
una botta di gelo che aveva preceduto di qualche giorno
la competizione ed ancora i gronghi e gronghetto in acqua
e sulle lenze in un mese alquanto insolito. La configurazione
tipica, se tutto procedesse secondo teoria potrebbe vederci
in spiaggia con una coppia di canne medio leggere, tipo
la Vectra, mulinelli adeguati tipo i Camry 4500, fili in
bobina del 18 e finali di pari diametro.
Ma è sempre così.
OGNI MESE
HA IL SUO PERCORSO CON ALTI E BASSI
Spesso dobbiamo intercettare il pesce a distanze
meno facili, spesso la mareggiata
breve ed intensa ci costringe a rispolverare quegli attrezzi
dedicati alla stagione invernale.
Uno dei mulinelli sicuramente polivalenti in quanto a capacità
balistica e potenza di recupero è sicuramente
il Taurus 6000 che accoppiato ad una buona 150 da distanza
è in grado sia di lavorare a lunghissima distanza, magari
come ci mostre nella foto Lino Matarazzo, fedele utente
TICA, che in una sera di primavera connotata
da una robusta e costante coda di mareggiata è riuscito
a fare carniere proprio dopo l’ultima onda ed allungando
il tiro ha regalato all’obiettivo un occhione. Ma può capitare
anche una di quelle giornate uggiose in cui lo scirocco
fradicio, bagna ogni cosa, con picchi di bassa pressione
che mettono in moto spigole inaspettatamente grosse ed allora
non tanto distanza bensì potenza, come quella che possono
offrire gli stessi Taurus oppure Dolphin o Scepter.