Laguglia
imperiale è la cattura più emozionante che
si possa fare nelle acque italiane. Ecco qualche consiglio
tecnico e pratico per venire a contatto col rostrato mediterraneo.
Testo e foto di
Andrea Lia
appuntamento
è per la mattina alle otto, con lidea
di passare in mare tutta la giornata. Fanno parte dellequipaggio
anche Aldo, consigliere Efsa e vero maestro nella traina
col vivo e John, che grazie ai suoi innumerevoli viaggi
in mari tropicali a caccia di marlin e pesci vela, ha immagazzinato
uninvidiabile esperienza nella traina veloce con le
esche artificiali. Dopo una ventina di miglia dal porto
di partenza siamo pronti a calare le lenze. Facciamo sul
serio, e in una decina di minuti
sono pronte la bellezza di dieci canne, i divergenti sono
aperti, e cominciamo a filare in mare le esche secondo un
preciso schema predeterminato. Comè
facile immaginare, trainare dieci lenze contemporaneamente
non è unoperazione che può essere fatta
a caso o approssimativamente. Ogni esca deve avere una distanza
dallo specchio si poppa tale da lavorare al meglio senza
interferire con le altre.
DA
QUALCHE ANNO LA PIU' BELLA SORPRESA DEI NOSTRI MARI
E, cosa importante, il lavoro
di ogni artificiale non deve essere valutato singolarmente,
ma è linsieme di tutti che deve
creare il maggior richiamo possibile. Ecco perché,
oltre alle esche, caliamo in acqua anche una spreader bar
di calamari, senza amo, con la sola funzione di teaser.
Si tratta in pratica di una serie di calamari di gomma montati
a grappolo su una barra dacciaio che li mantiene distanziati
uno dallaltro, e che, saltellando sullacqua,
dovrebbe eccitare i predatori e contribuire a richiamarli
nella scia della barca. A parte
un paio di Rapala Magnum da 18 centimetri trainati corti
nella schiuma, per non trascurare la possibilità
dellabboccata di qualche tonno di branco, tutte le
altre esche sono costituite da kona o jet head con gonnelline
sfrangiate multicolori lunghe dai quindici ai venticinque
centimetri. Quattro lenze passano
dalle mollette dei divergenti mentre altre quattro
partono dirette dai cimini delle canne. Le due coi Rapala
invece sono tenute basse, al livello della manovella del
mulinello, tramite un robusto elastico.