Con il mese di giugno iniziamo non pochi problemi per gli
appassionati del surf casting. Se maggio porta con se un
po’ di tolleranza circa i divieti di pesca diurna, specie
nei giorni feriali, a giugno è davvero un grosso sacrificio
dover rinunciare alle grosse orate quasi sicuramente in
pascolo spesso proprio tra le gambe dei bagnanti. Rinunciare?
Nemmeno per sogno: fertile roccia dove continuare le nostre
avventure.
Testo e foto di Mimmo Marfè
llora
cerchiamo un po di ricapitolare. La spiaggia
di giorno ci è preclusa causa divieti, di notte qualche
battuta a mormora la si può anche organizzare e magari
effettuare un tentativo a pesce serra. Ma se sogniamo in
grande dobbiamo cambiare postazione
e recarci a pescare dalle rocce, specie quelle
che fanno da corollario a lunghe spiagge dove la presenza
dellorata è accertata e cercare di insidiare
il nostro sparide proprio nel suo luogo di residenza là
dove in genere trova rifugio quando non è in giro
per nutrirsi sulla coltre sabbiosa. Diversamente qualche
buona scarpata rocciosa a fondo anche misto ma con una buona
componente di fango può essere unalternativa
ancora più redditizia perché questo è
il periodo in cui pesci come dentici,
pagri, grosse tanute, oltre che saraghi, orate e...
eravamo sulle rocce sottostanti i fortini borbonici di Orrico
a capri.
UNA TECNICA
ADATTA ALLE SCARPATE ROCCIOSE
Giornata connotata
da caldo, mare piatto e pesce fermo. Si tentava
in vari modi con bibi a fondo, castagnola viva con teleferica
(esca graditissima al dentice), poi una canna a fondo con
una grossa salsiccia di sarda. Non si sa mai cosa può
accadere sullinnesco di sardina e quella mattina capitò
un tronco pieno di vita dal nome grongo e dal peso di 12
chili e passa. Sulla sardina è capitato
anche labbocco di qualche bella tanuta, di saraghi,
insomma esca multifunzione. Ma come affrontare la battuta
di rock fishing? Distinguiamo quello rivolto a prede medie
come lorata e quella rivolta alla cattura del bestione
che capiterà.