Applicando la filosofia di "cambiare
le cose che debbono essere cambiate", vediamo come
è possibile trasformare vecchi "baconi in silicone"
in eccellenti "macchine da pesca".
Testo di Emanuele Verde foto di P. Contursi e A. Costanzo
apita
spesso, di non riuscire a trovare in commercio,
quelle esche di silicone che secondo la nostra fantasia,
logica o esperienza potrebbero essere più catturanti,
nei confronti di quei pesci che,
da tempo rincorriamo, sapendo dove si trovano,
di cosa si nutrono nel loro habitat e quali potrebbero essere
gli aggettivi perfetti (forma, colore, dimensioni e vibrazioni,
di un artificiale in silicone per loro irresistibile.
Noi sappiamo dove si trovano le nostre prede, ma non abbiamo
lesca giusta pur sapendo qual è quella che
ci serve.
NOVELLA
FENICE CHE CREA IL NUOVO DALLE SUE CENERI
Per poter mettere
nel nostro paniere quei bei pesci, indifferenti
nei confronti dei soliti siliconi, da cui vengono continuamente
disturbati, o semplicemente non attratti, per la mancanza,
di quelle caratteristiche che secondo noi sviluppano nel
pesce, il loro istinto predatorio, come possiamo fare allora?
Inizieremo ad imbatterci nella
ricerca di quellesca con ogni strumento e con ogni
mezzo, disposti a spendere quasi
qualsiasi cifra ma se non li troviamo, esisterà
unaltra soluzione? In realtà capita spesso,
di possedere già, quegli artificiali che noi immaginiamo,
e indovinate dove, si trovano il più delle volte?
In fondo alla cassetta o nel gilet
di tutti gli spinningofili, ci sono quasi sempre, siliconi
comperati tanti anni prima, ma rimasti li inutilizzati,
spesso perché ritenuti meno catturanti di altri più
nuovi, o magari solamente passati di moda, o che non ci
hanno regalato mai grosse soddisfazioni, altri perché
rovinati dalle troppe mangiate e quindi inutilizzabili ma
difficili da buttare via, perché dopo tutte le soddisfazioni
che ci hanno regalato non meritano certo questa orrenda
fine, e cosa fare allora di quegli artificiali vecchi o
inutilizzati?