Con questo numero
iniziamo a parlare di una delle tecniche più in voga
nei nostri mari: la traina costiera. Cercheremo di percorrere
tutte le sfaccettature di questa disciplina che, anno dopo
anno, attira un numero sempre più alto di appassionati
portandoli a vivere in prima persona l'emozione di una canna
che si flette e di un mulinello che inizia a "cantare".
Testo di Carlo Neri - foto di C. Neri e D. Craveli
olto
prima che nascesse la filosofia della pesca sportiva, per
chi possedeva una barca e aveva un'abitazione sulle rive
del mare, una delle tecniche principali per catturare i
predatori, si basava sul trascinamento delle esche artificiali
o naturali, trainate a mano. Le
prede che maggiormente venivano pescate con questo sistema
erano occhiate, aguglie, sugarelli e quindi spigole e ricciole.
Il tutto con piccole piume e cucchiaini rudimentali, mentre
per i pesci più importanti venivano adoperati cefalopodi
morti; chi "osava" con il vivo provava con muggini,
boghe, occhiate ed aguglie. L' avvento dei motori e soprattutto
la scoperta della vetroresina, hanno fatto sì che
la pesca con una piccola barca diventasse di pubblico dominio.
Parallelamente le attrezzature da pesca hanno compiuto passi
da gigante, con continue innovazioni soprattutto
nel campo delle canne e dei mulinelli in generale, nonché
quello delle esche artificiali e dei monofili.
PIU' CHE
UNA TECNICA UNA FILOSOFIA CHE TI AVVICINA AL MARE
Le grosse tavole di sughero con
avvolto il nylon, si sono di punto in bianco
trasformate in canne in carbonio e mulinelli con frizioni
sensibili e progressive e meccanismi ad alta precisione.
Nasce la pesca sportiva ed in
questo caso la traina costiera, quella accessibile a tutti,
con poca spesa e minimo impegno. Questa tecnica
è un naturale trampolino per accedere alle più
sofisticate ed impegnative discipline della media traina
e quindi del big game.
Dunque è proprio la traina costiera che produce il
primo impatto con tutte le problematiche legate al giusto
abbinamento dell'attrezzatura, della scelta delle esche
artificiali, della realizzazione di nodi e montature, ma
soprattutto permette di insidiare
pesci predatori difficilmente catturabili con altri sistemi
di pesca.