Distriubuito
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Una delle
mode che ha contagiato in particolare coloro che praticano
surfcasting, in tutte le sue forme e modalità, è
quella dell’utilizzo di mulinelli spesso mastodontici ed
assolutamente squilibrati rispetto alla canna che usiamo.
Testo e foto di Mimmo Marfè
oi
stessi in qualità di esseri umani cerchiamo la nostra compagna
o il nostro compagno anche in relazione alla nostra statura,
alla nostra fisicità. Immaginate un ometto magari assolutamente
armonioso ma alto solo unmetro e sessanta cinque, in compagnia
di un donnone alto un metro ed ottanta, più tacchi, e giunonicamente
attestata sui 78 chili. Non sarebbe una coppia ben assortita!
AAA MULINELLO
E CANNA CERCASI EQUILIBRIO
Ma allo stesso modo pensata ad una canna
dedicata al surf leggero con un peso che non supera i tre
etti accoppiata ad uno dei tanti mastodonti in commercio
dal peso superiore ai sette etti. Anche chi vi scrive ha
potuto notare nella più tecnica delle discipline collaterali
al surfcasting ossia il longcasting,
la sensazione di leggerezza che si ottiene accoppiando ad
una canna da lancio un rotante, meno di tre etti,
piuttosto che un fisso da lancio con i suoi sette e più
etti. Del resto se pratichiamo surf ultralight utilizzeremo
piombature con un tetto di 75 grammi; allora un buon 4000
con un rapporto di recupero abbastanza elevato, superiore
a 5:1, andrà più che bene, ma se è surf duro di quello che
richiede zavorre dai 150 in su ad alta tenuta, sarà
importantissimo il rapporto di recupero, che
dovrà essere basso, circa 4:1, e la dimensione della bobina
che abbia la possibilità di contenere in pochi millimetri
di spessore il filo utile al lancio.