Ormai il generale
inverno ha varcato con i suoi venti e le temperature rigide,
i confini dell’autunno e dobbiamo prenderne atto. La battuta
di pesca che fino al mese di novembre, male che andasse,
poteva essere mirata alle mormore, ora non può non tener
conto del bollettino meteo.
Testo di Mimmo
Marfè - foto di M. Marfè e D. Craveli
ortunatamente
la nostra penisola è spesso investita da flussi
provenienti dal vicino Atlantico o talvolta dall’Africa,
flussi che insieme a qualche pioggia, portano ad un innalzamento
delle temperature ed alla creazione
di un moto ondoso propizio alla pratica del surf casting.
Anche la parte orientale della penisola beneficia dei venti
sciroccali spesso i più propizi ad una buona battuta, mentre
l’altro vento che genera moto ondoso, il levante, si abbina
a temperature poco gradevoli.. ma così è! Con l’inverno
uno dei pesci che potrà fare carniere è la spigola, spesso
con taglie davvero entusiasmanti.
AFFRONTARE
LA MAREGGIATA CON GRINTA
E DETERMINAZIONE
Tra i frangenti compare il sarago maggiore,
al limite della turbolenza, specie sul lato occidentale,
fa la comparsa l’orata mentre razze
e gronghi sono presenti in buon numero, specie
i secondi e non legati necessariamente alla mareggiata ma
piuttosto alla presenza in acqua di roccia. Ma come affrontare
una buona mareggiata? Innanzitutto occorre categoricamente
una buona coppia di canne lunghe
tra i 4 e 4 metri e 50 con potenza effettiva,
non vale quanto segnato sul fusto, di 150 grammi o più.
Lasciate perdere quelle ad esempio 50 - 150 perché i 150
se li sognano. Poi mulinelli con basso rapporto di recupero
massimo 4,5:1, meglio 4:1 altrimenti un piombo importante
lo metterà in crisi.