Aanche se la tecnica
è quella che ti porta a diverse miglia dalla costa e se
solo volessi valutare la spesa di nafta, forse converrebbe
starsene a casa. E di tonni
oltre i 100 chili Adriatico o Tirreno che sia se ne vedono
sempre meno.
Testo e foto di
Mimmo Marfé
olpa
della pesca indiscriminata da parte di flottiglie provenienti
dalle più disparate parti del mondo? Colpa anche di chi
da dilettante si è comportato da bracconiere? Forse sì,
ma questi ultimi credo in piccola parte. Colpa
forse della natura del Mare Nostrum che ha un
limitatissimo ricambio delle acque e forse dello stock ittico...
ma questa poi non è mica una colpa. Colpa di politiche europee
che poco tutelano i mari che bagnano le coste. Colpa dell’incuria!
Staremo a vedere. Pasquale è solito partire
dal porto di Pozzuoli, ovviamente in compagnia.
TONNI
DI BRANCO FORTI E COMBATTIVI COME I GIGANTI
Spesso i suoi compagni
di pesca sono anche suoi allievi... e può permetterselo.
La meta può essere lì proprio a pochi metri, giusto fuori
il porto di Pozzuoli ma non si tratta in questo caso di
traina d’altura bensì di una sorta di spinning al pesce
serra. Per tentare altro, tonnetti, palamite alalunghe,
c’è necessità di percorrere molte miglia, superare l’isola
di Procida, superare Ischia e iniziare a trainare sui banchi
detti proprio di Ischia. Buone
profondità alternati a picchi rocciosi, luoghi dove è praticato
anche un fruttuoso bolentino. Pasquale Scotto
nasce come pescatore dalla canna da riva ossia dalle più
sofisticate delle tecniche di pesca, là dove un finale dello
0.10 già può essere "grosso", dove sul mulinello trovano
posto diametri del 12 o del 14, là dove, insomma, un pesce
da 3 chili -e tanti ne ha presi- deve essere domato da un
finale il cui carico di rottura reale è 2, 3 volte inferiore
al peso del pesce. E sul natante
non troviamo ovviamente bolognesi ma leggerissime canne
da traina dalle 8 alle 15 libbre. Ed il gioco
spesso non è dei più leggeri. Il pezzo da 15, 20, 30 chili
è sempre possibile. Si pesca con esche artificiali trainate
a velocità tali da indurre il pesce all’attacco senza che
possa avere consapevolezza che si tratta di un pezzo di
balsa ben sagomato.