Le
caratteristiche delle persone sono spesso accostate a quelle
degli animali; così la furbizia si lega alla volpe e la
memoria agli elefanti. Nel mondo marino gli accostamenti
si ribaltano e assumano aspetti a volte cruenti, altri poetici:
l'orca e lo squalo bianco diventano assassini, l'orata è
la dea venere, la spigola una regina. Ma in fondo in fondo
cos'è che ci porta a queste similitudini se non l'aspetto
e il comportamento dei nostri amici, facendoli apparire
ai nostri occhi non violenza o bellezza, ma pura, semplice,
eccelsa mente pensante.
Testo di Fulvio
Monticone e Alessandro Carraresi - Foto archivio Pesca e
Nautica
ensare
che i pesci... pensino sembra un'assurdità bella e buona;
ma se ciò non fosse perché allora i tonni passano sempre
(più o meno massicciamente) negli stessi luoghi e nelle
stesse stagioni e com'è che i calamari accostano nelle stesse
identiche tratte di mare e alla stessa ora. Per non parlare
poi della pesca: com'è
che quando si usa un'esca nuova, passati i primi momenti
di foga che
possono durare anche qualche anno, per insidiare alcuni
pesci occorre giocare d'astuzia perché iniziano a rifiutarla?
Pare che sappiano che determinato cibo racchiude una insidia
pericolosa.
MESSAGGI
DI PERICOLO SI TRASMETTONO SUBITO AL BRANCO
Allora
pensano? Si tramandano? e come si tramandano determinati
insegnamenti? Forse, solo
semplicamente "osservando" e capendo di conseguenza il pericolo?
Mah! Ai posteri... In questo articolo ci soffermeremo a
disquisire sul comportamento di pesci assai comuni nei nostri
mari: i saraghi
eterna passione dei popoli italici. Chi
li conosce, ovvero chi tenta la loro pesca, capisce presto
che tali pinnuti sembrano più "svegli", per non dire
più intelligenti rispetto ad altre specie, o piuttosto,
a forza di frequentare porti, moli e bassi fondali rocciosi,
sembra che non solo abbiano imparato a loro spese a diffidare
degli esseri umani e delle loro insidie,
ma anche a trasmettersi ereditariamente una sorta di
"soglia d'allerta" di gran lunga superiore a
quella di altri pesci più vagabondi e quindi meno a rischio
di confrontarsi, anche più volte con un'esca.